Come fare la marmellata senza zucchero? Due ricette a confronto

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Come fare la marmellata senza zucchero? Due ricette a confronto

marmellata senza zucchero

Lo ammetto, la marmellata è sempre stata il mio tallone d’Achille.

Sono cresciuta nella campagna  ferrarese, terra votata alla frutticoltura, in una famiglia di agricoltori. Casa mia in estate veniva riempita  da ceste e cassette di ciliegie, albicocche, pesche, fichi e via dicendo; per sopravvivere a quest’invasione di frutta dolcissima e matura ed evitare sprechi o indigestioni, la soluzione era la produzione incessante di conserve e marmellate.

Nella cucina dell’agriturismo di famiglia, da maggio a settembre, c’era sempre un pentolone sul fuoco da cui proveniva un odore di frutta, zucchero caramellato e vaniglia… Tranne quando la marmellata la facevo io.

Non mi dilungo sulle espressioni terrorizzate che il mio pimpante “Oggi faccio la marmellata!” generava, né sui pentoloni bruciati, triste conseguenza del mio annuncio.

Forse perché richiedeva un’osservazione costante e una pazienza che non ho, o forse perchè non avevo ancora trovato una ricetta che mi soddisfacesse e continuavo a collaudarne di nuove, fatto sta che i risultati ottenuti erano davvero mediocri e si andavano a posizionare in queste due categorie:

  • marmellate dal vago sentore di bruciato,
  • marmellate molto gradevoli al gusto, ma dalla consistenza semiliquida di uno sciroppo (…e prova tu a spalmarlo, uno sciroppo, sulle fette biscottate la mattina -_-‘).

Va però detto, a mio favore, che gli obiettivi che mi prefiggevo non erano così scontati; il risultato a cui volevo arrivare doveva infatti soddisfare questi requisiti:

  1. non essendo un’amante della marmellata alla vecchia maniera (per intenderci, quella fatta bollire sul paiolo mille mila ore), ricercavo una marmellata in cui si sentisse in maniera definita il sapore della frutta;
  2. la consistenza avrebbe dovuto essere cremosa e densa; requisito che andava un po’ a cozzare con il precedente, dal momento che la densità è direttamente proporzionale ai tempi di cottura;
  3. doveva essere priva di zuccheri, se non quelli naturalmente presenti nella frutta.

Insomma, volevo una marmellata che sapesse di frutta, densa e senza zucchero (ma non aspra!).

Grado di difficoltà: esperto.

Poi, dopo anni di tentativi più o meno fallimentari, finalmente, LA ricetta.

Quella giusta, che puoi fare con tutti i tipi di frutta e che ti dà sempre soddisfazione ( e di prove, ve lo garantisco, ne ho fatte tante).

Una ricetta che prevede pochissimi ingredienti e che, in un’oretta scarsa di cottura, vi regala una marmellata senza zucchero coi fiocchi! Eccola qua:

Marmellata di albicocche senza zucchero (e senza addensanti aggiunti!):

500 gr albicocche mature

1 mela

1/3 di stecca di vaniglia

½ limone

Preparazione

Lavate la frutta (non sbucciatela!), tagliatela a dadini e fatela macerare per un’ora con il succo di mezzo limone e la stecca di vaniglia (tagliata in due).

Ponete il tutto in una pentola, aggiungete 50 gr d’acqua e fate cuocere a fuoco dolce con il coperchio per un’ora. Se desiderate una marmellata più omogenea frullatela con il minipimer.

Versate la marmellata ancora bollente nei barattoli di vetro sterilizzati, chiudeteli e capovolgeteli, avendo cura di lasciarli a testa in giu’ per almeno 3 ore.

 

Ora, se questa è LA ricetta, perché darvene un’altra, direte voi?

Perché ho voluto fare un po’ di esperimenti, che in cucina mi divertono un sacco, per provare a ridurre ulteriormente i tempi di cottura, in modo da ottenere una preparazione non solo più veloce ma con un gusto di frutta ancora più fresco e accentuato.

Sapevo già che, riducendo i tempi sul fornello, avrei dovuto utilizzare un espediente per rendere più densa la marmellata e ho deciso di ricorrere ad un addensante del tutto naturale: l’agar agar, un gelificante ricavato da un’alga, particolarmente usato nella cucina giapponese per ottenere aspic e budini.

Ho quindi dimezzato i tempi di cottura (mezz’ora di bollitura) ed unito, negli ultimi minuti sul fuoco, un cucchiaino in polvere di agar agar, sciolto in un po’ d’acqua.

Quando ho proceduto ad invasare la marmellata, questa era ancora ad uno stato semiliquido…ed è rimasta così per molte ore; ogni volta che andavo a scuotere il vasetto per testare la consistenza notavo, con sommo orrore, che era ancora liquida.

Il giorno dopo invece… surprise! Vi lascio le foto perché rendono meglio l’idea!

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La marmellata con l’ agar agar ha un colore più chiaro (dato dal tempo di cottura inferiore) e un sapore più fresco e acidulo; inoltre ha una consistenza più gelatinosa rispetto alla versione senza agar agar, in cui invece si percepiscono maggiormente i pezzettoni di frutta.

Fatemi sapere quale versione vi piace di più!

Marmellata di albicocche senza zucchero, con agar agar

500 gr albicocche mature

1 mela

1/3 di stecca di vaniglia

½ limone

1 cucchiaino di agar agar

Preparazione

Lavate la frutta, tagliatela a dadini e fatela macerare per un’ora con il succo di mezzo limone e la stecca di vaniglia (tagliata in due).

Ponete il tutto in una pentola e fate cuocere a fuoco dolce con il coperchio per mezz’ora.

Trascorso questo tempo diluite 2 gr di agar agar in un dito d’acqua, mescolate bene per sciogliere i grumi e portate a bollore. Aggiungete il liquido bollente alla marmellata e fate cuocere, mescolando spesso per altri 10 minuti.

Se desiderate una marmellata più omogenea frullatela con il minipimer.

Versate la marmellata ancora bollente nei barattoli di vetro sterilizzati, chiudeteli e capovolgeteli, avendo cura di lasciarli a testa in giu’ per almeno 3 ore.

 

Un’avvertenza: entrambe le marmellate, essendo senza zucchero, hanno dei tempi di conservazione minori: conservatele in frigorifero e, una volta aperte, sottoponetevi all’immane sacrificio di sbafarvele entro qualche giorno 😉

Come? Spalmatele sulle fette biscottate integrali la mattina o amalgamatene un cucchiaio ad un vasetto di yogurt magro!

Spero che questo post sulle marmellata senza zucchero fatta in casa possa risultarvi utile!

Alla prossima!

Caterina

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