Essere sportivi e vegetariani

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Essere sportivi e vegetariani

essere vegetariani

Oggi volevo raccontare la mia esperienza come runner vegetariana; ne avevo già parlato sul mio blog tempo fa, ma trovo che queste considerazioni siano sempre molto attuali (e molto in linea con la filosofia di fEATness, che tanta attenzione riserva all’alimentazione naturale).

Partiamo dal presupposto che quello delle scelte alimentari è un argomento parecchio controverso; qui voglio solo riportare la mia esperienza senza scendere in dettagli scientifico-alimentari.

Sono vegetariana da 9 anni. Lo sono perché a un certo punto non riuscivo a cibarmi di carne o pesce senza sentire una sensazione di malessere. Ai tempi scrivevo di enogastronomia, ero spesso in viaggio, pranzando e cenando in ristoranti stellati e segnalati dalle più autorevoli guide.

Durante la stesura di un libro scritto nelle Langhe e sulla cucina tipica della zona, dopo la visita a un allevamento di vacche di razza Fassona e seguente degustazione di carne cruda battuta al coltello alla piemontese, ho maturato la decisione che avrei smesso di mangiare carne. Qualche mese dopo stessa scelta sul pesce mentre ero sul lago Maggiore a scrivere di cucina con ingrediente principale il pesce d’acqua dolce. Ho seguito la voce della mia coscienza. Non ho più mangiato carne e pesce, rinunciare peraltro non è stato difficile e non ho mai avuto momenti in cui abbia sentito il desiderio di mangiarne.

Su latte e uova sono meno intransigente, mi capita di mangiare gelati, formaggi freschi, dolci o prodotti da forno preparati con questi ingredienti, non ne faccio un dramma. Ecco perché mi definisco vegetariana e non vegana anche se di latte (e derivati) e uova ne mangio davvero in quantità irrisoria.

Un’accortezza che mi sono sempre imposta è che la mia scelta non incidesse sulla mia vita sociale. E non è successo. Esco tranquillamente a pranzo e cena anche con onnivori e in ristoranti onnivori, trovando sempre un’alternativa veg e senza fare l’antipatica estremista radicale che iniziando a discutere di animali e alimentazione naturale con presunzione ottengono solo il risultato di guastare il piacere dello stare insieme. Non sono io, non sono così.

Mangio secondo la mia coscienza e permetto agli altri di fare altrettanto.
Altro punto fondamentale: si legge di tutto e di più sull’alimentazione vegan e vegetariana, le contraddizioni sono all’ordine del giorno. In un articolo i veg non si godono la vita, sono depressi e carenti di elementi fondamentali per la salute, in altri sono i più longevi, fanno meglio sesso e con l’alimentazione più sana.

Non mi interessa sapere chi ha ragione, come già detto mangio secondo coscienza. Per scrupolo ho iniziato a fare controlli regolari. Le mie analisi del sangue e delle urine sono perfette, non presentano nessun tipo di carenza. Il mio corpo è sano e in forma. Mi ammalo pochissimo e le volte che ho usato medicinali negli ultimi anni sono rare.
Con questo non voglio fare una campagna pro-veg…non inseguo nessuno con tofu, seitan e tempeh esattamente come faccio cadere qualunque tipo di provocazione di persone che insinuano che dovrei mangiare carne e pesce.

Già quando facevo molte ore settimanali di spinning qualcuno aveva iniziato a dubitare che la mia fosse l’alimentazione adatta allo sport, da quando faccio quotidianamente running e in modo piuttosto intenso, a maggior ragione mi sono piovute addosso obiezioni.
Per il mio bene, secondo alcuni, avrei dovuto riprendere un’alimentazione onnivora. Per recuperare lo sforzo fisico e per nutrire adeguatamente il muscolo provato dall’allenamento sportivo, avrei dovuto mangiare carne.

Ora, come già detto non è questo il luogo dove approfondire. Quel che mi preme dire è che di fronte a un corpo che ha un’ottima risposta all’alimentazione vegetariana, insistere con il considerare controproducente una scelta alimentare veg non ha senso.

Certo sto ancora più attenta di prima a nutrirmi di proteine vegetali (e le fonti di questo tipo di proteine sono tante), di integrare se necessario, di assumere omega3 vegetali per non avere carenze. Questo io lo chiamo buon senso e vale sia per vegetariani sia per onnivori, sia per sportivi sia per sedentari.

Per chi volesse approfondire come il veganesimo e il vegetarianesimo si confanno alla nutrizione sportiva, ci sono parecchie pubblicazioni sull’argomento. Le si trovano facilmente su internet e in libreria. Dopo di che, invito chi sta maturando l’idea di adottare un’alimentazione senza carne e pesce, ma ancora non l’ha fatto perché pratica sport e teme un calo nelle prestazioni, di testare personalmente il nuovo regime alimentare per un mese almeno. Come si usa dire “provare per credere” e soprattutto seguire la propria coscienza, non la moda o le opinioni degli altri.

Debora

www.vadodicorsa.wordpress.com

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