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L’ autoproduzione dei germogli

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Nell’ultimo post vi abbiamo illustrato le proprietà benefiche di cui i germogli sono ricchi; se siamo stati convincenti ed ora morite dalla voglia di provare queste qualità tanto decantate, ecco i nostri consigli su come utilizzarli!

Intanto cancellate i germogli già pronti dalla lista della spesa: molto meglio l’autoproduzione casalinga che non comporta nessuno spreco di tempo e denaro, vi garantisce un prodotto fresco e un maggior controllo su ciò che mangiate.
Togliete quindi dal carrello la busta di germogli di soia agguantata al banco frigo e inseriteci piuttosto una bustina di semi bio…
Uno degli aspetti positivi dell’autoproduzione è che potete sbizzarrirvi nella scelta: procurandovi i semi corrispondenti, potrete ottenere germogli di grano, orzo, miglio, grano saraceno, soia, ceci, lenticchie, crescione, girasole, broccolo e tantissime altre varietà.
Evitate invece i semi delle solanacee (come patate, melanzane, peperoni, pomodori, bacche di goji) che germogliando sviluppano sostanze tossiche.
Una volta a casa, prendete un vasetto di vetro (quelli che usate per far la marmellata andranno benissimo), inserite una manciata di semi, ricopriteli con dell’acqua non clorata (è preferibile l’utilizzo di acqua minerale) e lasciateli in ammollo per una notte.
Trascorso questo tempo coprite il buco del vasetto con una retina di plastica (tipo zanzariera), fermandola con un elastico e scolate i germogli grazie al vostro tappo-retina.
Nei giorni seguenti bagnateli e scolateli subito, un paio di volte al giorno (preferibilmente mattino e sera) fino a quando non raggiungeranno una lunghezza di 4-5 centimetri.
A questo punto sono pronti per essere mangiati!
Qualche consiglio in pillole:
– Oltre che rigorosamente bio, è importante che i semi siano crudi; quelli tostati non possono germogliare!
– Durante il processo di germogliazione è preferibile che il vasetto venga coperto in modo che i semi non siano esposti alla luce (uno strofinaccio scuro da adagiare sul contenitore andrà benissimo!).
– Prestate attenzione, ogni volta che i germogli vengono innaffiati, nello scolarli poi accuratamente per evitare la formazione di ristagni d’acqua che favorirebbero la nascita di muffe.
– Una volta pronti, conservateli in frigo e consumateli entro 2-3 giorni.

Vi lasciamo ora una ricetta semplice e veloce per sfruttare i germogli e il loro concentrato di enzimi e vitamine!

Quinoa con broccoli, zenzero e germogli

Ingredienti per 2 persone

1 testa di broccolo
5 fettine di zenzero fresco
1 spicchio d’ aglio
140 gr di quinoa rossa
1 tazza di germogli (in foto: germogli di fagiolo mungo, lenticchie, rapanello)
1 manciata di noci
olio extravergine di oliva
sale, pepe

Preparazione

Lessate la quinoa, scolatela e lasciate raffreddare.

Pulite il broccolo e tenete le cimette. Cuocetele a vapore per 5 minuti, saltatele poi in una padella con un trito di aglio e zenzero e 2 cucchiai di olio extravergine, fino a quando non si ammorbidiscono.

Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Unite la quinoa con le cimette cotte, aggiungete una manciata di noci tritate e i germogli, condite con un filo d’olio, salate, macinate sopra del pepe nero e servite.

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