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L’essiccatore: 3 buoni motivi per utilizzarlo

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Nell’ultimo post avevo promesso che vi avrei parlato, in maniera più approfondita, di uno dei giocattoli con cui mi diletto in cucina: l’essiccatore; prima di presentarvelo, però, andiamo a vedere un po’ meglio in cosa consiste l’essiccazione e quali vantaggi può offrire!

Quella dell’essiccazione è una tecnica antichissima che permette di aumentare notevolmente i tempi di conservazione degli alimenti, andando ad eliminare l’acqua in essi contenuta. La mancanza di liquidi inibisce lo sviluppo di muffe e batteri, che si trovano privati di un elemento fondamentale per la loro azione, l’acqua appunto.

Si ottengono così prodotti disidratati che, oltre a durare molto più a lungo (frutta e verdura possono essere conservate anche per un anno, a temperatura ambiente), sono un vero e proprio concentrato di sapore.

In passato l’essiccazione veniva fatta lasciando gli alimenti per giorni all’aria aperta, sotto il sole; se si vuole ovviare alla mancanza di spazi in cui effettuarla o evitare eventuali problemi di insetti, polvere e inquinamento, oggi è possibile ricorrere ad alternative quali il forno (cuocendo a 40-60°) o, appunto, l’essiccatore.

In commercio se ne trovano di svariate tipologie; principalmente si distinguono tra quelli a flusso d’aria verticale (come il mio, lo vedete sotto in foto) e quelli a flusso d’aria orizzontale (come questo).

Entrambi sono composti da una serie di cestelli (in plastica o in acciaio inox) su cui riporre gli alimenti, che verranno appunto disidratati grazie a questo flusso continuo di aria (più o meno calda; è infatti possibile scegliere la temperatura, che generalmente arriva fino ai 40-60 gradi).

Dal momento che l’essiccatore utilizza basse temperature, i tempi di preparazione si dilatano; per disidratare alcuni tipi di ortaggi (come melanzane, cavolfiore, broccoli) servono più di 12 ore, per frutta come albicocche, prugne, ananas, si va dalle 24 alle 36 ore.

Ciò che spaventa, di questo tempo dilatato, è la ripercussione che può avere sul consumo di energia elettrica; in realtà la maggior parte degli essiccatori che si trovano in commercio vengono progettati per ridurre al minimo l’impatto ecologico e i consumi.

Un altro vantaggio non da poco è legato alla diminuzione degli sprechi in cucina: avete della frutta molto matura e già sapete che non riuscirete a consumarla tutta, né a farci della marmellata o utilizzarla in cucina perché non avete tempo? Schiaffatela nell’essiccatore e otterrete della fantastica frutta secca che vi durerà per settimane!

Vi parlo ora, un po’ più nello specifico, dell’essiccatore che utilizzo io, dell’azienda Valla.

essiccatore

Come potete vedere dalla foto ha 5 cestelli in acciaio inox sovrapponibili e un motore a flusso d’aria verticale che prevede 3 temperature: ambiente, tiepida (33-35 gradi) e calda (45 gradi).

Quando voglio realizzare delle preparazioni crudiste utilizzo quindi i primi due programmi (come sapete la cucina crudista prevede che non venga superato il tetto massimo dei 42° gradi di cottura, al di sotto del quale le vitamine e le sostanze nutritive dell’alimento rimangano inalterate).

E ora passiamo alla domanda più interessante: cosa si può produrre con l’essiccatore (dai, a parte cose scontate come frutta secca, erbe essiccate, funghi disidratati)? Il mondo.

Non scherzo, vi si aprirà un mondo tutto da sperimentare fatto di sapori nuovi e intensi (no, non ricevo nessun tipo di compenso dal Sig Essiccatore per fargli pubblicità, mi è davvero servito per ampliare i miei orizzonti culinari.. suona troppo pomposo? Beh, tant’è.)

Facciamo qualche esempio di cose utili e meravigliose da autoprodurre con l’essiccatore:

  • Cose utili: il dado. Ebbene si, potrete gettare dalla vostra dispensa quei cubetti di glutammato e sale ed autoprodurvene in casa una versione molto più sana. Qua un’ottima ricetta per realizzarlo!

Dopo averne tanto decantato le qualità, passiamo ad un lato negativo: il prezzo.

Questo varia a seconda del materiale (plastica/acciaio), della quantità di cibo che consentono di essiccare (da 1 a 4 kg), della regolazione della temperatura (alcuni hanno un’unica temperatura, altri ne hanno 2-3 predefinite, altri ancora sono dotati di termostato per una regolazione precisa), della presenza o meno del timer.

In commercio si trovano alternative che vanno dai 50 ai 300 euro (questi ultimi sono prodotti semi-professionali).

Se non siete in vena di spese e siete particolarmente portati per il fai-da-te potete anche cimentarvi nella sua costruzione…No, dico, pensate alla soddisfazione nel dichiarare che avete autoprodotto il dado da brodo nell’essiccatore autoprodotto da voi ;-P

Consapevole della mia incapacità in bricolage&affini, io, sarò sincera, non ci ho neanche provato, ma devo ammettere che da spiegazione e foto non sembra un’impresa impossibile: qui trovate tutti i passaggi illustrati!

Se decidete di comprarlo (o di fabbricarvene uno!) tenetemi aggiornata sulle ricette che sperimenterete^_^

Vi auguro un felice weekend, al prossimo post!

Caterina

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