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L’olio di palma, il re dell’industria alimentare

olio di palma

Composizione dell’olio

L’olio di palma è un grasso vegetale estratto dai semi di alcune specie di palme del genere Elaeis. E’ composto per il il 50 per cento di grassi saturi (dannosi per la salute se consumati in eccesso) e la rimanete parte da  acidi grassi monoinsaturi. Contiene inoltre vitamine e antiossidanti che però vengono persi nel processo di lavorazione, dal quale di ottiene un  prodotto raffinato trasparente e insapore utilizzato nell’industria alimentare.

L’olio di palma nell’industria alimentare

I produttori lo prediligono soprattutto per una ragione: è poco costoso! Inoltre è facilmente trasformabile in materia grassa solida a temperatura ambiente, non altera i sapori perché  neutro al gusto, è stabile alla cottura, conferisce morbidezza e facilità di conservazione dell’alimento che lo contiene.

L’impatto ambientale

Indonesia e in Malesia producono olio di palma per circa l’80% della domanda mondiale e le piantagioni di palma sono responsabili di disastri ecologici e conflitti sociali. Le enormi estensioni monoculture  di palma causano la distruzione pressoché totale della biodiversità  e  genera conflitti di proprietà tra le  popolazioni locali.

Dall’altra parte pero’ tali piantagioni rappresentano sempre più una fonte di reddito importante per la Malesia ed Indonesia che sono di fatto paesi in via di sviluppo.

L’unica soluzione plausibile rimane quella di consumare l’olio di palma sostenibile. Tuttavia oggi solo il 45% dell’olio prodotto in condizioni “sostenibili” è acquistato dalle grandi industrie. Il restante 55% finisce nella filiera tradizionale.

L’olio di palma è dannoso per la salute?

No! Non è un olio dannoso di per sè, è il largo consumo che lo rende dannoso! L’accumulo nel nostro corpo di acidi grassi saturi di cui è ricco, sommati a quelli che ingeriamo regolarmente attraverso altri alimenti,  puo’ essere responsabile dell’insorgenza di patologie cardiovascolari.

La dose di grassi saturi giornaliera consigliata è pari a  20 g,  che equivale alla quantità giornaliera che assumiamo ingerendo formaggi, panna, salumeria, cioccolato e burro…  più tutti i prodotti che contengono olio di palma.

Quindi è preferibile il burro all’olio di palma?

Seppur entrambi  contengono una grande proporzione di acidi grassi saturi, il burro deve essere privilegiato rispetto all’olio di palma raffinato poiché contiene omega 3 e vitamine A e D.

E tra margarina o olio di palma?

Le margarine devono trovare  sempre meno spazio nel nostro frigorifero . Ancora una volta  preferire il burro alla margarina , ovviamente  in quantità ragionevoli (massimo 5 g al giorno).

Piccole regole per limitare il consumo di olio di palma

  • Evitare alimenti che indicano in etichetta : solo  “olio vegetale” o “grasso vegetale” poiché nasconde, quasi sicuramente,  la presenza di olio di palma.
  • Eliminare dalla cucina tutti prodotti già preparati dall’industria

In conclusione

L’olio di palma non va demonizzato in quanto non è di per sé tossico!  Il problema reale è che è un grasso“nascosto” e mal specificato  sulle etichette alimentari.

Il rischio è dunque quello di ingerire eccessive quantità di acidi grassi saturi di cui la nostra alimentazione ne è già di per sé ricca. La conseguenza di ingestione di eccessive quantità di acidi grassi saturi, aumenta il rischio di manifestare patologie cardiovascolari come infarto ed ictus.

Ornella

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