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Tecniche alternative di cottura: Angelica

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Vi è mai capitato di trovarvi in questa situazione? Le 8 di sera, una fame da lupi. Ciò nonostante non avete voglia di vanificare la vostra ora di corsa nel parco buttandovi  sulla prima cosa commestibile che trovate in frigo; vi sentite in forma e vorreste mangiare qualcosa che vi sazi senza togliervi quella piacevole sensazione di leggerezza e benessere che provate nel post allenamento.

All’improvviso adocchiate, in dispensa,  la confezione di riso rosso selvaggio. Con una manciata di pomodorini tagliati, qualche cubetto di feta e un filo d’olio potrebbe rivelarsi niente male…  Dietro il riso rosso, c’è un sacchetto di ceci secchi, potreste aggiungerne un pugno per aumentare l’apporto di proteine e rendere la vostra insalata di riso completa dal punto di vista nutrizionale.. E mentre fate questi pensieri e già vi pregustate questa cenetta improvvisata, l’occhio cade sui tempi di cottura indicati sulla confezione del riso e sul sacchetto dei ceci…40 minuti! La vostra pancia strilla e protesta e mestamente rinunciate all’idea, buttandovi su una triste, ma comoda e veloce, preparazione surgelata..

Io mi sono ritrovata in questa situazione parecchie volte. Nella mia dispensa non mancano mai i cereali integrali, i legumi e gli “pseudo-cereali” come la quinoa, l’amaranto e il grano saraceno (a breve vi spiegherò i motivi per cui mi piacciono così tanto!); apprezzo la loro versatilità e le proprietà nutrizionali, meno il tempo impiegato per la loro preparazione.

Una volta facevo così: cuocevo il triplo della dose che mi serviva e lo conservavo in frigo per qualche giorno; quando volevo farmi un’insalata di cereali o legumi, prendevo la dose già cotta di cui avevo bisogno e  andavo a comporre il mio piatto aggiungendo altri ingredienti e condimenti.

Fino a quando mi sono imbattuta in un post che parlava di questa famosa cottura angelica.

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Angelica non è il nome della sua ideatrice; a “brevettare” questo metodo di cottura è stato René Lévy,  fondatore di Cuisine e Santè, un hotel macrobiotico in Francia.

Il termine “angelica” è utilizzato come aggettivo che descrive questa tecnica di cottura, a fuoco basso, lenta e delicata…(angelica appunto!), che permette, grazie alla cottura sottovuoto, una conservazione dei cereali e legumi cotti per un lasso di tempo molto lungo (almeno 12 mesi).

In questo modo quando ho voglia di farmi un’insalata di riso integrale (..o di avena, orzo, farro, ecc.. ) mi limito ad aprire il vasetto con il cereale già cotto e mi sbizzarrisco nella scelta degli ingredienti con cui condirlo.

Il procedimento è lo stesso sia per  i cereali che per i legumi; per iniziare vi basterà procurarvi dei vasetti per le conserve (con relativo tappo) e dei pezzetti di alga Kombu per la cottura dei legumi (che ha la funzione di renderli più digeribili).

Dopo aver lavato accuratamente i vasetti, riempiteli con il cereale (o legume) scelto e l’acqua, rispettando queste proporzioni: una parte di cereali e due di acqua oppure una parte di legumi e tre di acqua. Ponete il tappo sui vasetti e chiudeteli.

Fate attenzione a lasciare uno spazio, dal bordo del vaso, di almeno un centimetro.

In una pentola alta e capiente ponete i vasetti, avvolgeteli con uno straccio (per evitare che durante la cottura il vetro si rompa), ricopriteli di acqua fredda e portate a bollore. Fate cuocere per tre ore da quando l’acqua bolle, controllando che il livello non scenda mai troppo: i barattoli devono rimanere sommersi. Se necessario aggiungete altra acqua bollente (l’aggiunta di acqua fredda provocherebbe uno shock termico che potrebbe spaccare il vetro dei vasetti). Passate le tre ore, togliete dal fuoco e fate raffreddare i vasetti lasciandoli immersi nell’acqua.

Ecco pronti i vostri comodi vasetti salva cena!

Caterina

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3 Comments

  1. Lorena scrive:

    Molto interessante questo ‘articolo sulla cottura angelica! Proverò quanto prima perchè hai descritto proprio bene la classica scena dei minuti di cottura che ti fanno passare la voglia di cucinare legumi e certi tipo di cereali all’ultimo minuto! Grazie!

  2. serena scrive:

    Ciao Caterina,
    Grazie per il post! =)
    vorrei cimentarmi in questo tipo di cottura. Ho una domanda: quando riempio i barattoli seguendo leproporzioni deve rimanere tra il contenuto ed il tappo uno spazio? questo spazio quanto deve essere? e sopratutto è identico per cereali e legumi?
    Spero sia stata chiara.
    Un grande grazie.
    Ciao

  3. Featness scrive:

    Ciao Serena! Si, quando riempi i barattoli, tra il contenuto e il tappo deve rimanere un po’ spazio: almeno un dito dal bordo! Questo vale sia per i cereali che per i legumi! L’unica avvertenza, con i legumi che richiedono l’ammollo, è di rispettare i tempi di ammollo indicati sulla confezione. Io ieri ho cotto i ceci neri: li ho lasciati in ammollo 12 ore, li ho sciacquati, ho aggiunto tre parti di acqua (un bicchiere di ceci, 3 bicchieri d’acqua) e ho seguito il solito procedimento.
    Fammi sapere come va! ^_^

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